Olanzapina: Stabilizzatore dell'Umore ad Ampio Spettro

L’olanzapina è un antipsicotico atipico di seconda generazione, appartenente alla classe delle tienobenzodiazepine. Agisce come antagonista multirecettoriale, modulando i sistemi dopaminergico, serotoninergico, colinergico e istaminergico. Questo profilo farmacodinamico le conferisce un’efficacia superiore nei disturbi psicotici acuti e nella stabilizzazione a lungo termine. La sua emivita prolungata (circa 30 ore) consente una somministrazione monosomministrazione giornaliera, migliorando l’aderenza terapeutica. È disponibile in formulazioni orali, orodispersibili e parenterali per adattarsi alle diverse fasi del trattamento.

Caratteristiche Tecniche

  • Principio attivo: Olanzapina
  • Classe farmacologica: Antipsicotico atipico
  • Meccanismo d’azione: Antagonista dei recettori D1-D4 dopaminergici, 5-HT2A/2C serotoninergici, muscarinici M1-M5 e istaminici H1
  • Emivita: 21-54 ore (metabolismo epatico citocromo P450 CYP1A2)
  • Biodisponibilità: ~60% per via orale
  • Legame proteico: 93% (principalmente albumina e α1-glicoproteina acida)
  • Forme farmaceutiche: Compresse, compresse orodispersibili, iniezione intramuscolare
  • Indicazioni approvate: Schizofrenia, disturbo bipolare, terapia adiuvante nella depressione resistente

Benefici Clinici

  • Rapida riduzione dei sintomi positivi della schizofrenia (allucinazioni, deliri) entro 1-2 settimane
  • Efficacia nei sintomi negativi (apatia, ritiro sociale) superiore agli antipsicotici tipici
  • Stabilizzazione dell’umore nelle fasi maniacali e miste del disturbo bipolare
  • Profilo sedativo vantaggioso nei pazienti agitati o con insonnia correlata alla psicosi
  • Minore incidenza di effetti extrapiramidali rispetto agli antipsicotici convenzionali
  • Formulazione orodispersibile utile in pazienti con scarsa compliance o rischio di “cheeking”

Utilizzo Clinico

L’olanzapina trova indicazione primaria nel trattamento della schizofrenia e degli episodi maniacali acuti nel disturbo bipolare di tipo I. Viene impiegata come monoterapia o in associazione con stabilizzatori dell’umore. Nella pratica clinica, dimostra efficacia anche in:

  • Profilassi delle ricadute nei disturbi psicotici
  • Terapia di mantenimento nel disturbo bipolare
  • Trattamento adiuvante nella depressione maggiore resistente (off-label)
  • Gestione dei disturbi comportamentali nella demenza (con cautela per aumento mortalità)
  • Sindrome di Tourette refrattaria ad altri trattamenti

Posologia e Somministrazione

Schizofrenia (adulti):

  • Dose iniziale: 5-10 mg una volta al giorno
  • Dose di mantenimento: 10-20 mg/die
  • Aumenti posologici: Non prima di 1 settimana

Disturbo bipolare (episodio maniacale):

  • Dose iniziale: 10-15 mg/die
  • Intervallo terapeutico: 5-20 mg/die
  • Dose massima: 20 mg/die

Popolazioni speciali:

  • Anziani: Iniziare con 2.5-5 mg/die
  • Insufficienza epatica: Ridurre dose del 50%
  • Insufficienza renale: Non richiede aggiustamento

La somministrazione avviene preferibilmente alla sera per sfruttare l’effetto sedativo. Le compresse orodispersibili si sciolgono in bocca senza bisogno di acqua.

Precauzioni

Monitorare periodicamente:

  • Peso corporeo e BMI (mensile per primi 6 mesi)
  • Glicemia a digiuno e emoglobina glicata (basale e trimestrale)
  • Profilo lipidico (basale e annuale)
  • Pressione arteriosa e frequenza cardiaca
  • Segni di discinesia tardiva (AIMS scale ogni 6 mesi)

Particolare cautela in:

  • Pazienti con diabete mellito o fattori di rischio metabolici
  • Soggetti con storia di convulsioni
  • Pazienti con condizioni cardiovascolari
  • Individui con iperplasia prostatica o glaucoma ad angolo chiuso
  • Gravidanza (solo se benefici > rischi, categoria C FDA)

Controindicazioni

  • Ipersensibilità accertata al principio attivo o eccipienti
  • Glaucoma ad angolo chiuso non trattato
  • Feocromocitoma
  • Gravi condizioni cardiache (scompenso cardiaco avanzato, recente IM)
  • Associazione con altri farmaci QT-prolunganti
  • Demenza correlata a psicosi (aumento mortalità negli anziani)

Effetti Collaterali

Comuni (≥1/100):

  • Sonnolenza (39%), aumento ponderale (22%)
  • Xerostomia (13%), aumento appetito (12%)
  • Capogiri (11%), astenia (9%)
  • Costipazione (9%), dispepsia (7%)

Gravi (≤1/1000):

  • Sindrome metabolica (iperglicemia, dislipidemia)
  • Discinesia tardiva (irreversibile in alcuni casi)
  • Neurolettico maligno (ipertermia, rigidità muscolare)
  • Trombocitopenia, neutropenia
  • Convulsioni, crisi oculogire
  • Aumento prolattina (galattorrea, amenorrea)

Interazioni Farmacologiche

Controindicate:

  • Inibitori delle MAO (rischio sindrome serotoninergica)

Da evitare:

  • Carbamazepina (riduce concentrazione olanzapina del 50%)
  • Fluoxetina (aumenta concentrazione olanzapina del 20%)
  • Farmaci CNS-depressivi (alcool, benzodiazepine)
  • Anticolinergici (sinergismo effetti anticolinergici)

Monitorare strettamente:

  • Warfarin (alterazione coagulazione)
  • Levodopa (diminuita efficacia)
  • Antiipertensivi (potenziamento effetto)

Dose Dimenticata

Assumere non appena ricordato, salvo che non sia quasi l’ora della dose successiva. Non raddoppiare mai la dose. In caso di dimenticanza per più di 3 giorni, contattare il medico per rivalutazione posologica.

Sovradosaggio

Sintomi: Sonnolenza, agitazione, tachicardia, aritmie, convulsioni, coma Livelli tossici: >100 ng/mL (terapeutici: 20-80 ng/mL) Trattamento:

  • Lavanda gastrica se entro 1 ora
  • Carbone attivato
  • Supporto respiratorio e cardiovascolare
  • Monitoraggio ECG continuo
  • Non esiste antidoto specifico

Conservazione

  • Temperatura: <30°C
  • Proteggere dall’umidità e dalla luce
  • Tenere fuori dalla portata dei bambini
  • Compresse orodispersibili: Conservare in blister originale
  • Formulazione iniettabile: Conservare a 2-8°C (non congelare)

Avvertenze

Questo farmaco richiede prescrizione medica. Non sospendere bruscamente il trattamento (rischio rebound psicotico). L’uso prolungato aumenta il rischio di sindrome metabolica. Monitorare eventuali ideazioni suicidarie soprattutto in giovani adulti. Non guidare o operare macchinari fino a quando non si conosce la risposta individuale.

Evidence Cliniche

Studi pivotal:

  • Studio HGDH: Risposta positiva nel 65% vs 28% placebo (schizofrenia acuta)
  • Studio EMBOLDEN II: Remissione nel 52.6% vs 35.1% litio (mania acuta)
  • Meta-analisi Leucht et al. (2013): NNT=6 per risposta positiva

Dati real-world:

  • Registro CATIE: Migliore efficacia ma peggior profilo metabolico vs altri atipici
  • Studio SOHO: Migliore qualità della vita a 3 anni rispetto ad altri antipsicotici

Limiti:

  • Aumento peso medio: 2.8 kg a 6 settimane, 5.6 kg a 6 mesi
  • Incidenza diabete: 2.2% vs 1.1% placebo